Proposta di protocollo tecnico di selezione clonale per vitigni ad uva da vino

1) Indicazione delle caratteristiche di base per le quali viene effettuata la selezione clonale.

2) Individuazione e scelta delle piante madri dei presunti cloni in base alle suddette caratteristiche.

3) Esecuzione dei test previsti dal protocollo fitosanitario.

4) Costituzione di almeno un vigneto di confronto, con un minimo di 25 ceppi per ogni biotipo, su almeno un portinnesto. Al fine di una corretta individuazione delle caratteristiche dei cloni in studio, nel medesimo vigneto dovranno essere presenti almeno 25 ceppi di un clone omologato del vitigno in selezione. In assenza di cloni già omologati dovranno essere presenti almeno 25 ceppi di materiale standard del vitigno in selezione. Il campo dovrà essere realizzato su di un terreno esente da nematodi vettori di virus e localizzato in un sito vocato alla viticoltura nella zona di diffusione del vitigno in selezione.
5) Esecuzione facoltativa di analisi biomolecolare (microsatelliti) nel caso il presunto clone appartenga a un vitigno con elevata variabilità genetica e/o a 'gruppi varietali' di caratterizzazione incerta.

6) Descrizione dei principali caratteri morfologici distintivi del presunto clone (apice al germogliamento, foglia adulta e grappolo a maturità) corredata da fotografie.

7) Effettuazione di rilievi ed analisi sulle discendenze dei presunti cloni (su un minimo di 25 ceppi) per almeno tre annate al fine di verificare la persistenza, dopo la propagazione, del/i carattere/i per il/i quale/i si è effettuata la selezione:
  • a) Al fine di verificare le attitudini agronomiche e produttive del presunto clone andranno rilevate: peso del legno di potatura invernale, fertilità reale, produttività, dimensioni medie del grappolo.
  • b) Al fine di verificare la corretta appartenenza varietale e le potenzialità enologiche del presunto clone dovranno essere effettuate le seguenti analisi:
    • I) Vitigni con uva a bacca colorata:
      • a) Facoltative (nel caso il presunto clone appartenga a vitigni ad elevata variabilità e/o a 'gruppi varietali' di caratterizzazione dubbia):
        1. profilo degli antociani della buccia;
        2. profilo degli acidi idrossicinnamici legati all'acido tartarico della buccia;
      • b) Obbligatorie (da effettuarsi anche sui testimoni di riferimento per almeno un triennio):
        1. zuccheri, acidità titolabile, acidi fissi e pH del mosto;
        2. microvinificazioni seguite dalle analisi chimiche e sensoriali sui vini stabilizzati e imbottigliati; il protocollo di microvinificazione deve prevedere condizioni assolutamente identiche per tutti i campioni ed essere eseguito su un quantitativo di uva non inferiore a 80-100 kg. Le analisi chimiche devono prevedere oltre ai parametri principali anche il contenuto in antociani totali e in polifenoli totali. L'analisi sensoriale deve essere condotta da un panel addestrato e con test idonei alle valutazioni di confronto (preferenza, ecc.).
    • II) Vitigni a bacca bianca:
      • a) Facoltative (nel caso il presunto clone appartenga a vitigni ad elevata variabilità genetica o appartenga a 'gruppi varietali' di caratterizzazione dubbia):
        1. profilo degli acidi idrossicinnamici legati all'acido tartarico della buccia.
      • b) Obbligatorie (da effettuarsi anche sui testimoni di riferimento per almeno un triennio):
        1. zuccheri, acidità titolabile, acidi fissi e pH del mosto;
        2. microvinificazioni seguite dalle analisi chimiche e sensoriali sui vini stabilizzati e imbottigliati; il protocollo di microvinificazione deve prevedere condizioni assolutamente identiche per tutti i campioni ed essere eseguito su un quantitativo di uva non inferiore a 50-80 kg. L'analisi sensoriale deve essere condotta da un panel addestrato e con test idonei alle valutazioni di confronto (preferenza, ecc.).
    • III) Vitigni ad aroma primario:
      • a) Facoltative (nel caso il presunto clone appartenga a vitigni ad elevata variabilità genetica o a 'gruppi varietali' di caratterizzazione dubbia):
        1. profilo degli antociani della buccia (bacca colorata);
        2. profilo degli acidi idrossicinnamici legati all'acido tartarico della buccia (bacca colorata o bianca).
      • b) Obbligatorie (da effettuarsi anche sui testimoni di riferimento per almeno un triennio):
        1. zuccheri, acidità titolabile, acidi fissi e pH del mosto;
        2. analisi dei principali aromi liberi e legati nel frutto a maturazione o nel vino (in tal caso il protocollo di microvinificazione deve prevedere condizioni assolutamente identiche per tutti i campioni).

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