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Convegno: "I microchip in viticoltura"

ACOVIT informa - Notizie

Mercoledì 25 Agosto 2010 14:52

TOS.CO.VIT.L’utilizzo di microchip identificativi basati sulla tecnologia a radiofrequenze (RFID) è stato recentemente sperimentato su vite con l’intenzione di arricchire la lunga tradizione vivaistica di Cenaia.

Obiettivo dell’incontro "I microchip in Viticoltura: nuove possibilità per la tracciabilità dei materiali di impianto e per la loro gestione informatizzata", che si tiene Venerdì 10 Settembre presso la Sala Consiliare del Comune di Crespina (Piazza Battisti, 22), è quello di delineare le potenzialità dei sistemi RFID nel settore del vivaismo vitivinicolo e di mostrare come la costituzione di questi nuovi soggetti - un po’ pianta e un po’ macchina - possa rappresentare una innovazione in grado di assicurare all’attività vivaistica in viticoltura quelle caratteristiche di eccellenza che possano garantire i più alti livelli di competitività. 

La possibilità di disporre di barbatelle - RFID identiche a quelle non marcate apre, infatti, la strada ad interessanti prospettive di tracciabilità e rintracciabilità che portano a condizioni di eccellenza nella tutela del consumatore, nella protezione dei marchi di qualità e nel management informatizzato.

Per maggiori informazioni:
Telefono 050 2210560   ---   mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Scarica il depliant del convegno >>> icon Convegno microchip (1.7 MB) <<<

 

Proposta di protocollo tecnico per la selezione clonale di varieta’ di portinnesto di vite

Attività - Proposte

Lunedì 10 Maggio 2010 09:59

1) Indicazione delle caratteristiche di base per le quali viene effettuata la selezione

2) Individuazione e scelta delle piante madri dei presunti cloni in base alle suddette caratteristiche.

3) Esecuzione sulle piante scelte, dei test previsti dal protocollo sanitario vigente (DM 24/06/08).

4) Descrizione di principali caratteri morfologici del clone (apice del germoglio, tralcio alla fioritura, tipologia del fiore, foglia adulta, eventualmente grappolo) e corredo fotografico degli stessi.

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Proposta di protocollo tecnico di selezione clonale per vitigni di uve da tavola

Attività - Proposte

Lunedì 10 Maggio 2010 09:45

1. Indicazione delle caratteristiche di base per le quali viene effettuata la selezione clonale.

2. Individuazione e scelta delle piante madri dei presunti cloni in base alle suddette caratteristiche.

3. Costituzione di almeno un vigneto di confronto, con un minimo di 20 ceppi complessivi per ogni presunto clone, innestati su un portinnesto ritenuto idoneo per la varietà e per l’ambiente di prova. I ceppi di ciascun presunto clone dovranno essere replicati almeno su 2 parcelle (di 10 piante ciascuna) non contigue. Al fine di una corretta individuazione delle caratteristiche dei presunti cloni in studio, nel medesimo vigneto dovranno essere presenti (innestati sul medesimo portinnesto) almeno 20 ceppi di un clone omologato del vitigno in selezione; in assenza di cloni già iscritti al Registro Nazionale dovranno essere presenti almeno 20 ceppi di materiale standard. Il campo dovrà inoltre essere:

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Proposta di definizione dei requisiti delle colture dei materiali di moltiplicazione della vite categoria “‘INIZIALE"

Attività - Proposte

Martedì 04 Maggio 2010 14:12

DEFINIZIONE

            Il DM 8/02/2005 (GU n.° 82 del 9/04/05) in applicazione della Dir. 2002/11 CE definisce i “materiali di moltiplicazione iniziali”: i materiali di moltiplicazione prodotti sotto la responsabilità del costitutore secondo metodi di norma ammessi per il mantenimento dell’identità della varietà e, se del caso, del clone, nonché ai fini di prevenzione di malattie. 

ORIGINE DEL MATERIALE “INIZIALE”

            Per materiale categoria “iniziale” si intende la discendenza originata per via vegetativa da piante madri (definite “fonte primaria”) risultate idonee ai test sanitari prescritti dalla vigente normativa e derivate dalla moltiplicazione per via vegetativa della pianta madre capostipite del clone (definita “testa di clone”).

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Proposta di protocollo tecnico di selezione clonale per vitigni ad uva da vino

Attività - Proposte

Mercoledì 30 Agosto 2006 00:00

1) Indicazione delle caratteristiche di base per le quali viene effettuata la selezione clonale.

2) Individuazione e scelta delle piante madri dei presunti cloni in base alle suddette caratteristiche.

3) Esecuzione dei test previsti dal protocollo fitosanitario.

4) Costituzione di almeno un vigneto di confronto, con un minimo di 25 ceppi per ogni biotipo, su almeno un portinnesto. Al fine di una corretta individuazione delle caratteristiche dei cloni in studio, nel medesimo vigneto dovranno essere presenti almeno 25 ceppi di un clone omologato del vitigno in selezione. In assenza di cloni già omologati dovranno essere presenti almeno 25 ceppi di materiale standard del vitigno in selezione. Il campo dovrà essere realizzato su di un terreno esente da nematodi vettori di virus e localizzato in un sito vocato alla viticoltura nella zona di diffusione del vitigno in selezione.

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Proposta di definizione di costitutore di materiale clonale della vite

Attività - Proposte

Mercoledì 30 Agosto 2006 00:00

In considerazione della necessità di tutelare i risultati ottenuti dai Costitutori italiani perdurando l'impossibilità di brevettare i cloni in mancanza di un metodo di analisi oggettivo in grado di discriminare le differenze clonali a livello di DNA, l'ACOVIT propone che venga resa ufficiale almeno la definizione di "Costitutore". Tale definizione, a seguito di numerose discussioni nell'ambito della nostra Associazione, si vorrebbe così formulata:

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